Ray Ban Occhiali A Specchio

Sorte che stava per toccare anche ai registi di Big Hero 6, vincitori nella categoria di Miglior film d’animazione. Citizenfour, film su Edward Snowden, ha invece trionfato quale Miglior Documentario (battendo in volata Alla ricerca di Vivian Maier, già disponibile in streaming su MYMOVIESLIVE). Finalmente dopo due ore dall’inizio della cerimonia il film più quotato dell’87 edizione degli Oscar, Birdman, si è guadagnato la prima statuetta, che è finita nelle mani del direttore della fotografia messicano Emmanuel Lubezki (il secondo è arrivato dopo un’altra ora per la Migliore sceneggiatura originale).

Questi occhiali hanno sulla montatura quattro ghiere circolari riempite a metà da un liquido colorato: due intorno alle due lenti frontali, e due laterali sulle stanghette. Questo basta (o dovrebbe bastare) ad eliminare il conflitto. Hanno un decisamente bizzarra e la prima vera buona notizia è che basta indossarli solo otto minuti per abituarsi e poi si possono togliere, orecchio interno e vista hanno così il tempo di sincronizzarsi..

He doesn’t come from New York. He didn’t go to Yale or Harvard. He went to Loyola.His family money comes from Ameritrade and the finance business. il 1955, von Sydow lavora al teatro di Helsinborg, mentre Bergman sta allestendo i suoi spettacoli a Malm ma sentendo parlare, nell’ambiente teatrale, della bravura di questo attore classico e dell’ottima reputazione che si era costruito, si sposta a Helsinborg e gli propone di unirsi alla sua compagnia. In realtà i due si erano già incontrati qualche anno prima, quando von Sydow era ancora studente e il regista cercava interpreti per Prigione (1949), ma una volta provinato venne scartato perché giudicato inadatto. La loro unione artistica comincia così dal palco con “Peer Gynt”, “Il misantropo”, “La gatta sul tetto che scotta” e “Faust”, tutti spettacoli teatrali che portano la firma del grande Bergman e che trasformano von Sydow in uno dei più noti e stimati attori dei Paesi scandinavi, e termina nel cinema, dietro l’obiettivo della cinepresa.I suoi film con Ingmar BergmanIl suo film di debutto è Solo una madre (1949) di Alf Sjoberg, cui seguiranno numerosi film con Kenne Fant.

Nei panni del duca di Guadalmedina, un Noriega in vesti seicentesche si fa portare in salvo dall’eroico soldato Diego Alatriste (Viggo Mortensen). Appare poi in Prospettive di un delitto (2008), sorta di Rashomon in chiave moderna e “governativa”, dove il tentato assassinio del presidente viene narrato da cinque diversi punti di vista. Qualche anno più tardi (2013) eccolo invece recitare accanto ad Arnold Schwarzenegger e Johnny Knoxville in The Last Stand del coreano Kim Jee woon.Con tutte le carte in regola per diventare il nuovo Banderas, bello e dannato latin lover di Hollywood, Noriega sembra rifiutare una carriera banale, basata sul successo, e apprezza le produzioni spagnole o autoriali.