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Non poteva mancare chiaramente una candidatura anche le la fotografia. Purtroppo, il film non ottiene nemmeno una delle quattro statuette, ma ha avuto storicamente il pregio di interrompere l’attenzione dell’Academy, che fino ad allora era concentrata solo ed esclusivamente su grandi pellicole dell’industria cinematografica, e di spostarlo verso i film indie.Io non sono quiNel 2007, presenta alla 64 Edizione del Festival di Venezia (dove vince il Premio Speciale della Giuria) l’ammirevole Io non sono qui, un altro radicale cambiamento di stile di Haynes che però ritorna alla mitologia della musica, mettendo sotto la lente d’ingrandimento la pop music e, in particolare, la vita del leggendario Bob Dylan, interpretato da sette personaggi d’immaginazione recitati da sei attori: Richard Gere (che veste i panni dell’esiliato Billy), Cate Blanchett (che invece è Jude, un cantante che entra in contatto con la pop art e con la Warhol’s Factory, legandosi a una fotomodella interpretata da Michelle Williams, basata sul personaggio di Edie Sedgwick), Marcus Carl Franklin (che interpreta Woody, un teenager afro americano e che dovrebbe rappresentare il periodo in cui il cantautore aveva una profonda stima per il musicista Woody Guthrie), Heath Ledger (che è Robbie, un attore innamorato della pittrice Claire, dalla quale ha avuto dei figli e che vede la sua relazione naufragare in un divorzio a causa della sua troppa misoginia), Ben Whishaw (che interpreta Arthur, un ragazzo che si interroga sulle responsabilità dell’artista per la società) e Christian Bale (che racconta sia il periodo della musica folk al servizio del movimento dei diritti civili negli Anni Sessanta e della relazione con un’altra cantante folk, impersonata da Julianne Moore nelle vesti di una sorta di Joan Baez, sia il periodo Anni Ottanta con un ritorno al cristianesimo). Stavolta, il mondo della musica gli è riconoscente e lo stesso menestrello di Duluth dà la sua benedizione a procedere, con tanto di permesso di usare le sue canzoni, in quello che non è un vero e proprio biopic, ma una riassunto delle percezioni che un artista musicale camaleontico come lui scatena in chiunque ascolti la sua musica, al di là di varie interpretazioni e categorizzazioni.

About this Item: Wiley Blackwell, Condition: Gut. S. 698 955; 25 cm; kart. Perdutamente innamorato di Jessica Alba in Sin City (2005) di Rodriguez e Frank Miller, per l’alto numero di performances di qualità (Solo 2 ore, Slevin Patto criminale e Perfect Stranger) sostenute, ottiene dalla Francia l’investitura a Ufficiale nell’Ordine delle Arti e delle Lettere.Negli ultimi anni 2000 l’attività cinematografica si fa ancora più intensa: nel 2007 lo ritroviamo in un nuovo capitolo della saga Die Hard, nel 2009 nella commedia brillante Disastro a Hollywood e all’inizio del 2010, anno per lui ricchissimo di progetti, nel trhiller fantascientifico Il mondo dei replicanti e in Cop out di Kevin Smith. Nel 2011fa parte del cast di Red, accanto a Morgan Freeman e John Malkovich.Ricopre anche il ruolo di doppiatore, accanto a Nick Nolte, nel cartone animato digitale La gang del bosco (2006), poi passa all’horror recitando per Robert Rodriguez in Planet Terror (2007). Joe e torna a vestire i panni del mitico John McClane in A Good Day to Die Hard.

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