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Un irrequieto angelo dark dall’incarnato color alabastro, piombato dal cielo in un plumbeo mattino di settembre.Mamma e papà avevano scelto di chiamarla “Aria” ma l’ufficio anagrafe si rifiutò di registrarlo, optarono quindi per l’esotico “Asia”.Già all’età di cinque anni, il padre le mostra le pellicole che hanno fatto la storia del cinema, come il classico Via col Vento e l’amaro cult Freaks, del Re del Terrore Tod Browning: tutt’oggi film preferito dalla diva.I debutti come attriceNel 1985 debutta nella produzione RAI Sogni e bisogni e, dodici mesi più tardi, viene scritturata da Lamberto Bava in Demoni 2.Bimba schiva, dal caratterino pepato e con una fervida immaginazione, Asia adora rifugiarsi nelle letture di Oscar Wilde, Colette e Melville, creandosi un mondo fantastico nel quale giocare in compagnia di una coetanea fittizia, chiamata “Carla”.Anima solitaria, la piccola predilige la tranquillità: detesta essere sotto gli occhi dei media, sceglie, dunque, di recitare standosene nell’ombra.Teen ager ribelle e turbolenta, fugge di casa non ancora quattordicenne: in quel periodo, si addentra nello Zoo di Cristina Comencini, viene inghiottita da La Chiesa di Michele Soavi e passa la palla a Nanni Moretti in Palombella Rossa.Intrigante e complessa ne Le amiche del cuore di Michele Placido, la talentuosa fanciulla convince per un mix di attitudini attoriali accattivante, ambiguo e sorprendentemente multiforme.Diretta dal padre DarioNel 1993 è diretta da papà Dario nello shock movie Trauma, dove interpreta Aura Petrescu, giovane anoressica di origine rumena che tenta il suicidio in seguito al feroce assassinio dei famigliari.Asia, proprio come il padre, esorcizza l’ossessione per il sangue attraverso gli horror.L’anno successivo, la ragazza si cimenta dietro la macchina da presa in un frammento Prospettive del fantasy a episodi De generazione, riscuotendo un discreto successo.Con Vedone vince il suo primo David di DonatelloSi consacra a star nazionale grazie al ruolo della disabile cocciuta che fa impazzire Carlo Verdone in Perdiamoci di vista!, prova che le vale il David di Donatello come miglior interprete femminile.Tra la madrepatria e la FranciaFresca del successo in patria, Asia vola alla volta “de la France” per girare La regina Margot, al fianco di un’incestuosa Isabelle Adjani.Ma la popolarità che la investe nel 1994 viene travolta da una terribile tragedia: la sorellastra Anna nata dal legame tra la madre e lo scultore Mario Ceroli muore in un incidente motociclistico.A quei tempi, la diva comincia a soffrire di agorafobia.Nel 1996, è affetta da La sindrome di Stendhal nel thriller visionario di Dario Argento ed è la Compagna di viaggio di Michel Piccoli, opera che le fa conseguire il secondo David di Donatello.Sexy e trasgressiva, la pestifera figlia d’arte si tramuta in una donna determinata, vincente e capace di osare oltre ogni limite.Asia sbarca anche oltreoceanoIl 1998 la vede irrompere negli States: seduce il binomio Walken Dafoe nel bollente mystery spionistico New Rose Hotel e, con la complicità di Rupert Everett, rapina gioiellerie in B. Monkey Una donna da salvare.Torna, ancora una volta, in Italia sotto la preziosa regia di papà Argento, nel gotico remake de Il fantasma dell’Opera: tra la coppia nasceranno dissapori che dureranno ben otto anni.Il suo primo lungometraggio da registaAlle soglie del nuovo millennio, la bad girl ingaggia mamma Daria nello scabroso lungometraggio d’esordio: Scarlet Diva. Nella pellicola, troviamo una peccaminosa Asia “svestire” i panni di una stella del cinema erotico..

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